Heilà! Certo che Youtube è una bella fregatura. Mortifica decisamente la creatività personale attraverso la irresistibile tentazione di riempire il blog con video altrui sgraffignati senza praticamente nessuna fatica. Ma del resto, come diceva Oscar Wilde "L'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedere ad essa", per cui da oggi comincia una nuova rubrica: "I Testimoni di Geova nei film". Se avete segnalazioni o commenti sulle scene di volta in volta proposte, i vostri commenti sono più che graditi!
Tratto da: "Donne sull'orlo di una crisi di nervi":
E’ vero! State pur certi che se a qualcuno scappasse una puzzetta in ascensore e il vostro amico testimone assicurasse di non essere colpevole del misfatto, potreste quasi giocarvi uno scellino che non sta mentendo! In tutto il mondo i testimoni sono noti per dire la verità cascasse un accidenti! (Frase quasi interamente copiata da qualche decina di fonti).
Certo, già che ci siamo magari occorrerebbe fare qualche piccola considerazione su cosa si intenda esattamente con “verità” e “menzogna”… Sciocchezzuole insomma… Tanto per dirne una, nel caso si tratti di difendere la propria “Organizzazione”, ecco che questi concetti improvvisamente diventano flessibili, molto flessibili, flessibilissimi.
Ecco cosa raccomanda ad esempio l’enciclopedia dei Testimoni di Geova, il libro “Perspicacia nello studio delle scritture” volume 2, pagine 257 – 258:
“Il fatto che la Bibbia condanni la menzogna non significa che uno sia costretto a informare gli altri di verità che non hanno diritto di sapere. Gesù Cristo consigliò: "Non date ciò che è santo ai cani, né gettate le vostre perle davanti ai porci, affinché non le calpestino con i loro piedi e voltandosi non vi sbranino". (Mt 7:6) Perciò Gesù a volte evitò di dare informazioni complete o una risposta diretta a certe domande quando ciò avrebbe potuto essere dannoso. (Mt 15:1-6; 21:23-27; Gv 7:3-10) Evidentemente il comportamento di Abraamo, Isacco, Raab ed Eliseo inteso a sviare alcuni che non erano adoratori di Geova o a non rivelare loro tutti i particolari, va visto sotto la stessa luce. — Ge 12:10-19; cap. 20; 26:1-10; Gsè 2:1-6; Gc 2:25; 2Re 6:11-23.”
Tale concetto (che va sotto il nome di “Strategia Teocratica”) viene sovente ribadito un po’ in tutte le salse e assolutamente condiviso da chi “mette [lealmente] al primo posto il Regno”.
Applicazioni di questa impostazione consentono per esempio ai testimoni di omettere alcuni particolari circa le loro abitudini quando si trovano di fronte a tribunali per le cause di affidamento dei figli di genitori separati. O più semplicemente consentono a certe facce di bronzo anche su Internet di negare che tra i Testimoni viga la pacifica e amorevole usanza di non rivolgere neanche il saluto a chi non è più formalmente Testimone. O di giocare con le parole quando gli si chiede: “Ma solo i testimoni verranno salvati?” e loro rispondono “Solo Dio può deciderlo, ma tutti hanno la possibilità di essere salvati. E’ proprio per questo infatti che siamo qui questa mattina!”.
Io sono propenso a chiamare tutto ciò “Ipocrisia”. E voi?
Tratto da: "Donne sull'orlo di una crisi di nervi":
E’ vero! State pur certi che se a qualcuno scappasse una puzzetta in ascensore e il vostro amico testimone assicurasse di non essere colpevole del misfatto, potreste quasi giocarvi uno scellino che non sta mentendo! In tutto il mondo i testimoni sono noti per dire la verità cascasse un accidenti! (Frase quasi interamente copiata da qualche decina di fonti).
Certo, già che ci siamo magari occorrerebbe fare qualche piccola considerazione su cosa si intenda esattamente con “verità” e “menzogna”… Sciocchezzuole insomma… Tanto per dirne una, nel caso si tratti di difendere la propria “Organizzazione”, ecco che questi concetti improvvisamente diventano flessibili, molto flessibili, flessibilissimi.
Ecco cosa raccomanda ad esempio l’enciclopedia dei Testimoni di Geova, il libro “Perspicacia nello studio delle scritture” volume 2, pagine 257 – 258:
“Il fatto che la Bibbia condanni la menzogna non significa che uno sia costretto a informare gli altri di verità che non hanno diritto di sapere. Gesù Cristo consigliò: "Non date ciò che è santo ai cani, né gettate le vostre perle davanti ai porci, affinché non le calpestino con i loro piedi e voltandosi non vi sbranino". (Mt 7:6) Perciò Gesù a volte evitò di dare informazioni complete o una risposta diretta a certe domande quando ciò avrebbe potuto essere dannoso. (Mt 15:1-6; 21:23-27; Gv 7:3-10) Evidentemente il comportamento di Abraamo, Isacco, Raab ed Eliseo inteso a sviare alcuni che non erano adoratori di Geova o a non rivelare loro tutti i particolari, va visto sotto la stessa luce. — Ge 12:10-19; cap. 20; 26:1-10; Gsè 2:1-6; Gc 2:25; 2Re 6:11-23.”
Tale concetto (che va sotto il nome di “Strategia Teocratica”) viene sovente ribadito un po’ in tutte le salse e assolutamente condiviso da chi “mette [lealmente] al primo posto il Regno”.
Applicazioni di questa impostazione consentono per esempio ai testimoni di omettere alcuni particolari circa le loro abitudini quando si trovano di fronte a tribunali per le cause di affidamento dei figli di genitori separati. O più semplicemente consentono a certe facce di bronzo anche su Internet di negare che tra i Testimoni viga la pacifica e amorevole usanza di non rivolgere neanche il saluto a chi non è più formalmente Testimone. O di giocare con le parole quando gli si chiede: “Ma solo i testimoni verranno salvati?” e loro rispondono “Solo Dio può deciderlo, ma tutti hanno la possibilità di essere salvati. E’ proprio per questo infatti che siamo qui questa mattina!”.
Io sono propenso a chiamare tutto ciò “Ipocrisia”. E voi?




























































Ps: non è vero, però almeno una visita pastorale a casa vostra ve la beccate...


